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Caratteristiche fisiche

| Proprietà | Valore |
| Distanza media dal Sole | ~5906 milioni di km(39,48 UA) |
| Diametro | 2376.6 km |
| Volume | 7.057 ×10⁹ km³ |
| Massa | 1.309 ×10²² kg |
| Densità | ~1.854 kg/m |
| Gravità | ~0,62 m/s² |
| Periodo di rivoluzione | ~248 anni |
| Periodo di rotazione | -153,3 h (rotazione retrograda) |
| Temperatura superficiale | -229° |
| Atmosfera | Principalmente azoto (N₂) con metano (CH₄) e monossido di carbonio (CO). Pressione ≈ 10 μbar |
| Inclinazione assiale | 119,61° |
| Satelliti naturali | 5 (Caronte, Stige, Notte, Cerbero, Idra) |
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Plutone è un piccolo mondo remoto, che danza ai confini del Sistema Solare, in una regione di ghiaccio e mistero chiamata Fascia di Kuiper. Per molti anni, è stato considerato il nono pianeta, un piccolo viaggiatore solitario oltre Nettuno, fino a quando la scienza moderna non ha rivelato la verità sulla sua natura: un pianeta nano, ma ricco di fascino e segreti ancora da svelare.
La prima cosa che colpisce osservando Plutone da vicino è il suo enorme cuore luminoso: Sputnik Planitia, una vasta pianura di azoto ghiacciato, simbolo poetico della sua unicità. Intorno a questo cuore si estende un paesaggio variegato e sorprendente, fatto di montagne di ghiaccio alte quanto le Alpi, crateri antichissimi, vallate scavate da ghiacciai e pianure lisce come se fossero giovani, ancora in trasformazione.
La superficie di Plutone non è un deserto immobile, ma vive e respira con lentezza millenaria. I suoi ghiacci si sublimano al calore lontano del Sole e si risolidificano quando la sua orbita lo porta ai confini del gelo eterno.
Nonostante la sua distanza dal Sole, Plutone possiede un’atmosfera tenue ma dinamica, composta principalmente da azoto, metano e monossido di carbonio. Quando si avvicina al perielio, il debole calore solare fa sublimare parte dei ghiacci superficiali, creando nebbie azzurre e strati atmosferici, quasi impensabili per un corpo così lontano. Ma questa atmosfera è temporanea, destinata a collassare in ghiaccio mentre il pianeta si allontana.
Il compagno più imponente di Plutone è Caronte, una luna gigantesca rispetto al suo pianeta: è larga circa la metà di Plutone e forma con lui un sistema binario unico, in cui i due corpi orbitano attorno a un centro di gravità comune situato fuori da entrambi.
Accanto a Caronte, danzano altre quattro piccole lune: Stige, Notte, Cerbero e Idra, nomi mitologici che richiamano l’antico regno degli inferi, da cui Plutone prende il nome.
Per decenni, Plutone è rimasto una macchia sfocata nei telescopi. Solo nel 2015, la sonda New Horizons della NASA ha svelato finalmente il suo volto, sorvolandolo da vicino per la prima volta nella storia. Le immagini arrivate sulla Terra hanno mostrato un mondo più complesso e affascinante di quanto chiunque potesse immaginare: non un semplice sasso ghiacciato, ma un corpo vivo, con una storia geologica ricca, un’atmosfera mutevole e tracce forse di un oceano sotterraneo.
Plutone ha insegnato agli astronomi una lezione importante: le dimensioni non determinano la complessità di un mondo. Anche ai confini del Sistema Solare, dove il Sole è solo una stella lontana e pallida, la natura riesce a creare bellezza, dinamismo e mistero. La sua classificazione come "pianeta nano" non lo rende meno affascinante, anzi: lo ha reso un simbolo di resilienza scientifica, capace di catturare l'immaginazione di milioni di persone.
La superficie di Plutone presenta vaste pianure ghiacciate, montagne di ghiaccio d’acqua e regioni di terreno variegato, come la famosa “Tombaugh Regio”, chiamata anche “il cuore”.
La sua atmosfera sottile può congelarsi completamente quando si allontana dal Sole.
Plutone ha un giorno relativamente lungo (6,4 giorni terrestri) e stagioni molto lunghe dovute al suo lungo anno.
Il sistema Plutone-Caronte è unico nel Sistema Solare per la vicinanza e le dimensioni simili dei due corpi.
La classificazione di Plutone come pianeta nano ha suscitato dibattiti e interesse pubblico per molti anni.