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Che cos’è una nebulosa

 

Una nebulosa è una nube diffusa di gas e polveri nello spazio interstellare che, a seconda della sua composizione, temperatura e sorgenti di energia vicine, può emettere, riflettere o assorbire radiazione elettromagnetica. Il termine deriva dal latino nebula = “nebbia” e in astronomia include una grande varietà di oggetti: regioni di formazione stellare, residui di supernova, nubi molecolari dove nascono nuove stelle, nebulose planetarie create da stelle morenti, ecc.

 

 

Tipologie principali

 

Nebulose a emissione (H II regions)

Cosa sono: nubi gassose ionizzate da stelle massicce (O/B) vicine che emettono radiazione ultravioletta (fotoni Lyman) e mantengono l’idrogeno ionizzato (H⁺).

Colore: l'emissione di energia ionizza il gas, facendolo brillare di colori vividi, soprattutto rosso dovuto all’idrogeno ionizzato (Hα).

Temperatura: ~7.000–10.000 K (ionizzate da radiazione UV di stelle calde vicine)..

Densità elettronica: ~10–10⁴ cm⁻³ (variabile).

Esempi: Nebulosa di Orione (M42), Nebulosa Laguna (M8), 30 Doradus (Tarantula).

 

Nebulose a riflessione

Cosa sono: polvere che riflette (scatters) la luce di stelle vicine; non producono significativa emissione propria. Colore: Appaiono spesso azzurre, perché la luce blu si diffonde più facilmente nelle particelle di polvere (lo stesso fenomeno che rende il cielo terrestre blu).

Temperatura: ~100–300 K (non ionizzate, riscaldate dalla luce stellare).

Esempi: Nebulosa di Merope nelle Pleiadi, Nebulosa del Cono (vicino a NGC 2264).

 

Nebulose oscure (Bok globules, nubi molecolari)

Cosa sono: regioni dense di gas e polvere che assorbono la luce retrostante, appaiono come macchie scure sul fondo stellato. Sono siti di futura o in atto formazione stellare.

Colore: Visibili come sagome scure su uno sfondo stellato.

Temperatura: ~10–50 K (freddissime, ideali per la formazione stellare).

Densità: 10²–10⁶ cm⁻³ per le parti più dense; temperatura ~10 K nelle nubi molecolari.

Esempi: Bok globules, Nebulosa Testa di Cavallo (B33) è un esempio famoso di una struttura oscura in un complesso di emissione.

 

Nebulose planetarie

Cosa sono: gusci ionizzati espulsi da stelle di massa intermedia (∼1–8 M☉) nella fase di gigante asintotica; l’involucro è illuminato dalla stella centrale calda (nana bianca in formazione).

Dimensioni: 0.1–3 pc; età tipica ~10⁴ anni (fuggente, transitoria).

Colore: Verde acqua / azzurro → ossigeno doppio ionizzato (O III), Rosso → idrogeno Hα e azoto ionizzato (N II).

Esempi: Nebulosa Anello (M57), Nebulosa Elica (NGC 7293), Nebulosa Occhio di Gatto (NGC 6543).

 

Residui di supernova (SNR)

Cosa sono: inviluppi in espansione di materiale espulso da esplosioni di supernova; contengono gas ionizzato ad alte temperature e spesso campi magnetici che generano emissione non termica (sincrontronica).

Colore: Rosso → idrogeno Hα, Verde acqua → ossigeno doppio ionizzato, Blu → ossigeno semplice ionizzato e sincrotrone (radiazione non termica), Giallo/arancio → zolfo ionizzato (S II).

Temperatura: temperatura molto variabile: parte del gas può raggiungere milioni di K subito dopo l’esplosione, poi raffreddarsi rapidamente

Esempi: Nebulosa del Granchio (M1), Veil Nebula (residuo della supernova della Cygnus Loop).

 

Nebulosa Protoplanetaria (PPN)

Cos'è: una fase tardiva dell’evoluzione di una stella simile al Sole, che si trova tra la fine della fase di gigante rossa e l’inizio della nebulosa planetaria.

Come si forma: quando una stella invecchia ed espelle gli strati esterni, si crea un guscio di gas e polveri illuminato non ancora da radiazione ultravioletta sufficiente a ionizzare il gas.

Aspetto: spesso ha forme complesse (bipolari, ellittiche) e colori tenui, perché non è ancora completamente “accesa” come una nebulosa planetaria.

Durata: breve, poche migliaia di anni.

Esempio: la nebulosa protoplanetaria del “Uovo” (Egg Nebula).

In sintesi: è un fenomeno di “fine vita” di una stella, poco prima di diventare una nebulosa planetaria.

 

Disco Protoplanetario

Cos'è: un anello di gas e polveri che circonda una stella molto giovane appena nata.

Come si forma: durante la nascita di una stella, parte del materiale della nube molecolare originale resta in orbita attorno a essa, formando un disco sottile e denso.

Ruolo: è il luogo dove si formano pianeti, asteroidi e comete (processo di accrescimento).

Aspetto: visto nell’infrarosso, appare come un disco spesso con zone scure dovute a polvere densa.

Durata: qualche milione di anni.

Esempio: il disco protoplanetario intorno alla giovane stella HL Tauri.

In sintesi: è un fenomeno di “inizio vita” di una stella e del suo sistema planetario.

 

Nubi molecolari giganti e regioni di formazione stellare

Cosa sono: nubi fredde e dense (principalmente H₂ e CO) in cui nascono stelle; spesso ospitano nicchie, filamenti, Bok globules e nuclei pre-stellari.

Osservazione: principalmente in radio/mm (linee CO) e nel sub-mm (continuo di polvere) — ALMA è strumentale qui.

Esempi: Complesso di Orione (OMC), Nebulosa di Carina, Nube di Magellano Tarantula (30 Doradus).

 

 

 

Composizione

 

Gas predominante: idrogeno (H₂) — circa 90% in massa.

Secondo elemento più abbondante: elio (He) — circa 9% in massa.

Elementi pesanti: ossigeno, carbonio, azoto, zolfo, neon, ferro e altri — circa 1% in massa, ma fondamentali per formare polveri e molecole complesse.

Contengono polvere cosmica: minuscole particelle solide di silicati, ossidi e composti carboniosi.

 

 

Densità

 

Generalmente estremamente bassa per gli standard terrestri:

Tipiche: 10²–10⁴ particelle per cm³ (molto meno del miglior vuoto ottenibile in laboratorio).

Nebulose molecolari dense: fino a 10⁶ particelle/cm³ nelle regioni più compatte.

L'espansione le rende strutture enormi ma molto rarefatte

 

 

Meccanismi di emissione principali

 

Linee di ricombinazione (es. Hα): elettroni che ricombinano con protoni emettono fotoni alle lunghezze d’onda caratteristiche.

 

Linee proibite: indicano condizioni di bassa densità dove transizioni proibite hanno tempo di emettere prima di essere collisionate.

 

Emissione di polvere: radiazione termica nel infrarosso e sub-mm dalla polvere riscaldata.

 

Emissione non-termica: nei SNR la emissione di sincrotrone in radio (e talvolta ottico/X) dalle particelle accelerate.

 

 

Nebulose più conosciute

 

Nebulosa di Orione (M42) — H II region vicina (~1.3 kpc): regioni di formazione stellare, proplyds, Pillars e Trapezio stellare; spettacolari in Hα e IR.

 

Nebulosa Aquila / M16 (Pillars of Creation) — colonne di gas denso scavate dal vento e radiazione stellare; iconiche immagini HST.

 

Nebulosa Lagunare (M8) — grande regione H II con stelle giovani e nicchie di formazione.

 

Nebulosa Trifida (M20) — combinazione di emissione (rosso Hα), riflessione (blu) e dust lane (scuro).

 

Nebulosa Testa di Cavallo (B33) — dark nebula impressa contro emissione di fondo (IC 434).

 

Nebulosa Carina (NGC 3372) — enorme regione di formazione nell’emisfero sud; ospita la massiccia Eta Carinae.

 

Tarantula Nebula (30 Doradus) — gigantesca H II region nella LMC, sito di formazione stellare intensissima (super star clusters).

 

Nebulosa del Granchio (M1) — residuo di supernova del 1054; mostra emissione di sincrotrone e filamenti di gas.

 

Nebulosa Elica (NGC 7293) — planetaria relativamente vicina, struttura a anelli e filamenti.

 

Nebulosa Anello (M57) — classica forma anulare tipica di molte nebulose planetarie.

 

 

Come osservare le nebulose

 

Telescopi ottici – per osservare luce visibile.

Telescopi infrarossi – penetrano la polvere per vedere stelle appena nate (es. James Webb Space Telescope).

Telescopi radio – rilevano le molecole nel gas.

Telescopi a raggi X – studiano gas caldissimi nei resti di supernova.

 

 

Ruolo scientifico e problemi aperti

 

Formazione stellare: le nebulose sono i “culle” delle stelle. Questioni aperte: efficienza della formazione stellare, ruolo della turbolenza, feedback radiativo e meccanico (wind, jet, supernova), formazione di stelle massicce.

 

Processi chimici: formazione di molecole complesse prebiotiche sulle superfici dei granelli di polvere; chimica del gas freddo.

 

Feedback galattico: come le regioni H II e le supernova influenzano la struttura delle braccia a spirale e la formazione stellare globale.

 

Evoluzione dei grani di polvere: crescita, distruzione e ruolo nell’opacità e nella termodinamica delle nubi.